Tuesday, December 06, 2005

fornicazione

fornicammo
mentre i fiori si schiudevano
al mattino
e di noi
prendemmo piacere
si, l'un l'altro.
ora la mia mente andava
seguiva
le orme delle cose che pensava
una canzoncina ardita
mi premeva
le ossa del costato
e il desiderio di tenere
le tue tenere dita.

libero.

vorrei tra giaculatorie di versi
spirare
e rosari composti
di spicchi d'arancia
e l'aria del mare
e l'odore marcio
di un vecchio porto
e come pesce putrefatto
putrefare

F. Battiato/M. Sgalambro

10 Comments:

Blogger SI-FA-SI said...

Non conoscevo queste parole di Battiato, molto belle, grazie!!
Bella l'immagine che hai abbinato..
In supporto alla gente della Val di Susa, sul blog di Beppe Grillo c'e' un 'interessante iniziativa "Io sono valsusino".

SI

9:37 PM  
Blogger Henry said...

grazie a te! Io trovo queste parole bellissime. C'e' questo senso di spossatezza-estiva-post-coitale...

e poi l'uso delle parole:
"il desiderio di tenere le tue tenere dita"

o la "canzoncina ardita" che preme le "ossa del costato"

fino al rosario di spicchi d'arancia e al binomio eros-tanatos che mi e' sempre stato caro...

la foto e' mia...ma e' poca cosa rispetto alle tue...

1:40 PM  
Blogger PiB said...

ho letto il post ieri e poi me lo sono stampato perchè le parole di Sgalambro richiedono mastic-azione lenta .....conoscevo la canzone e al primo ascolto ricordo che fui colpito da quella "canzoncina ardita sulle ossa del costato"....mi piaceva quella sensazione/immagine di qualcosa di piccolo e innocente (quasi giocosa) derivante dall'uso del vocabolo canzoncina nel contesto....non avevo fatto attenzione fino a ieri mentre rileggevo lo stampato (e oggi trovo conferma in quello che scrivi) a quel formidabile "tenere le tue tenere dita"...grazie....come ha detto Artemisia "Bisogna avere il tempo di ascoltare"

2:57 PM  
Blogger Henry said...

grazie per la precisazione PiB. In effetti il testo e' di Battiato e Sgalambro e come tutti i testi nati dalla loro collaborazione e' ricco di significati nascosti; veri gioielli della parola.

5:36 PM  
Blogger artemisia said...

A me leggendo questo testo è venuta una stranissima associazione, forse perchè non avendo mai sentito la canzone m è più facile "ascoltarne" le parole. È un'eco dal passato, una poesia di Pascoli. Sentite:

"Il gelsomino notturno"

E s'aprono i fiori notturni
nell'ora che penso a'miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Sotto l'ali dormoni i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erbasopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento...

È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Quando la lessi al liceo non la capii. Fu un professore molto bravo a farci capire che è piena di simboli sessuali(probabilmente, essendo Pascoli un gran represso) riferiti alla sorella. Ma, biografia a parte: c'è qui una sessualità allusa, una fornicazione forse solo immaginata, in bilico tra il sogno e la veglia, tra la notte e il giorno, tra l'infanzia e la maturità.
Ma Battiato è più bravo.

6:20 PM  
Blogger PiB said...

Pascoli?....interessante...ricordo nella amia antologia del liceo......unverso per pagina con sotto i vari commenti...ho sempre odiato che mi presentassero la poesia cos'ì frammentata......pagina dopo pagina.

9:15 PM  
Blogger artemisia said...

Che modo assurdo di presentare la poesia, verso per verso. Un po' simile a come ci presentavano Dante. Così uno perde tutto l'aspetto musicale del verso, l'ascolto. La poesia è nata come canto, suono, ma la tradizione orale si è persa in occidente...forse sopravvive nelle canzoni?

Mi è anche venuto in mente che il parallelo Eros Thanatos di Battiato è ben presente anche in Pascoli (quell'inquietante "erba sopra le fosse")... Più uno rilegge, più uno ascolta...

7:20 AM  
Blogger Henry said...

l'odore di fragole rosse che si esala dai calici aperti e' estremamente erotico... concordo con voi ragazzi la scuola italiana non ha mai fatto un gran favore alla poesia.

Pascoli, come altri poeti italiani, credo che sia stato ucciso dalla cultura scolastica. Quando si pensa a Pascoli viene il mente la solita cavallina storna. Alle medie ho avuto la fortuna di avere un professore che mi ha fatto conoscere altre cose come questa...

Il Lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tragico tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che, largo esterefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera.

io la trovo semplicemente meravigliosa e, anche questa, vagamente erotica con la terra "ansante, livida in sussulto" contrapposta a quel cielo "ingombro, tragico e disfatto"

e poi l'occhio quel colpo di pennello finale della casa illuminata dal lampo...

non trovate anche voi che sia di una bellezza incredibile?

9:36 AM  
Blogger artemisia said...

Certo che è bella, grazie di averla "rispolverata" dalla mia memoria. Purtroppo la cavallina storna ha fatto molti danni...

Hai notato che in Battiato i "fiori si schiudevano al mattino" mentre in Pascoli "s'aprono i fiori notturni"? Come mi diverto!!

12:22 PM  
Blogger PiB said...

"tragico tumulto".... qui si che ci trovo molto....grazie henry...

2:21 PM  

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